Massimo Montano

 

Massimo era nato a TonetEscarène (Nizza) il 18/6/1919, il padre Innocenzo era un piccolo commerciante che, dopo un periodo trascorso in Francia, con la moglie e i figli, era tornato in Italia stabilendosi nel paese d’origine della sua famiglia: Fontaneto Po (VC).

 

Dopo essersi diplomato ragioniere presso l’Istituto Sommeiller di Torino, frequentò il corso per allievi ufficiali e prese servizio nel Reggimento Alpini di stanza a Trento. Allo scopo del conflitto mondiale partecipò alla campagna di Albania e Montenegro per trenta mesi, poi fu inviato sul fronte occidentale in Francia.

L’8 settembre lo colse a Torino nella caserma del Nizza Cavalleria. Proprio lì conobbe Paolo Braccini (professore di zootecnica dell’Università di Torino e capitano veterinario presso gli Alti Comandi) e attraverso di lui, delegato del Partito d’Azione nel Comitato Militare Regionale, entrò nelle fila della Resistenza.

Montano lavorava in collegamento con il Partito d’Azione e il Partito socialista in stretta collaborazione, oltre a Braccini, con Renato Martorelli, Erik Giachino e Quinto Bevilacqua, costituendo in città le prime squadre di azione patriottica. 

 

Nel marzo 1944 il CMRP fu ripetutamente colpito da arresti e uccisioni di alcuni suoi importanti membri nell’ambito di una significativa azione nazifascista antipartigiana nelle valli e in città. Il 29 marzo furono catturati due ispettori del Comitato: i tenenti colonnello Giuseppe Giraudo e Gustavo Leporati. Lo stesso giorno fu arrestato da elementi della federazione dei fasci repubblicani anche Montano, mentre stava imbiancando la sua nuova abitazione di strada Genova a Moncalieri, per renderla più accogliente per la moglie Domenica, sposata da meno di due anni, e per la bimba che sarebbe presto nata.

In seguito il 31 marzo l’intero Comitato Militare fu arrestato durante una riunione nella sagrestia del Duomo di Torino.

Massimo Montano e Valdo Fusi furono processati insieme ad altri tredici membri del clandestino CMPR, di cui facevano parte, il 3 aprile 1944.

Il processo si celebrò in tempi strettissimi, pare per esplicita pressione da parte di Mussolini. Tra le varie posizioni degli inquisiti quella di Montano si mostrò da subito difficilissima in quanto gli fu sequestrata una mappa delle postazioni antiaeree nella collina torinese.

 

La sentenza del tribunale speciale condannò otto di loro alla pena di morte: Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Erik Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano, Giuseppe Perotti.Furono fucilati alla schiena al Poligono di tiro del Martinetto il 5 aprile 1944.

 

Dopo la guerra fu insignito di Medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione:

Magnifica figura di partigiano e di soldato, dalla data dell’armistizio a quella del suo martirio, in perigliose e delicate missioni in seno al CLN piemontese fu sempre mirabile esempio di eroismo: dimentico di ogni altra esigenza che non fosse quella della lotta alla tirannide che martoriava la patria diede il suo cuore, la sua mente, il suo braccio alla santa causa della libertà. In seguito a delazione di una spia venne catturato dai nazifascisti con gli altri membri del Comitato militare piemontese di cui faceva parte:condannato a morte di fronte agli assassini che lo giudicavano, mostrò di quale tempra fossero i partigiani della Nuova Italia: Innanzi al plotone di esecuzione, coronava la sua nobile ed eroica esistenza al grido di Viva l’Italia Libera.” 

Prima dell’esecuzione scrisse due lettere alla moglie che furono pubblicate nel volume curato da Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli “Lettere della Resistenza Italiana”.

 

Fonti:

 

AA.VV., Che il silenzio non sia silenzio, memoria civica dei caduti della Resistenza in Piemonte, Città di Torino, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, 2003.

Seicento giorni nella Resistenza, Consiglio regionale del Piemonte, Torino, 1983.

V. FUSI, Fiori rossi al Martinetto, Gribaudo, Torino, 1968.

P. MALVEZZI, G. PIRELLI, (a cura di), Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana, Einaudi, Torino, 1994.

E. OCCHIENA (a cura di) Moncalieri ricorda. Cenni storici sui Moncalieresi caduti nella Resistenza, Città di Moncalieri, 1995.

B. Ferrarotti, Massimo Montano e l’Antifascismo torinese tra l’8 settembre 1943 e il 5 aprile 1944, www.grupposenzasede.it

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, www.istoreto.it/torino38-45/martinetto

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Banca dati del partigianato piemontese, www.intranet/istoreto.it/partigianato/ricerca.asp

DGA (DIREZIONE GENERALE ARCHIVI), I PARTIGIANI D’ITALIA. Lo schedario delle commissioni per il riconoscimento degli uomini e delle donne della Resistenza. www.partigianiditalia.cultura.gov.it

 

 

Venerdì 19 aprile 2024

Cerimonia della Memoria a cura dei ragazzi delle ragazze della classe 5°B della scuola Marconi:

 

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 I materiali realizzati:

 

 

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Cerimonia della Memoria a cura dei ragazzi delle ragazze delle classi 2°B e 4°A della scuola Calvino:

 

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I materiali realizzati:

 

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Clicca qui per scoprire il materiale digitale della 4°A della scuola Calvino